Origine
La nostra sorella, santa Margherita
Maria Alacoque, iniziò questa devozione degli scapolari
o scudi da lei confezionati, secondo la visione che ebbe
il 16 giugno 1675, devozione che divulgò tra le
sue novizie come segno di protezione.
Sacro Cuore di Gesù:
cenno storico e dottrinale
(da "Spunti"- agosto
2003)
La devozione al Sacro Cuore di Gesù è contenuta
essenzialmente nella Divina Rivelazione. I Padri della
Chiesa esortarono continuamente i fedeli a corrispondere all'amore
del Salvatore immolatosi per gli uomini, facendo non di rado
meditazioni sul costato trafitto di Cristo. Attraverso il
costato squarciato si arriva al Cuore e comincia a stabilirsi
un accostamento tra il Cuore e l'Amore di Gesù Cristo
per il genere umano.
Ma è sotto l'influsso dello Spirito Santo che
a partire dall'XI secolo nella Chiesa Cattolica si sviluppa
una elaborazione teologica sul culto del Cuore di Gesù,
stimolata dai fenomeni mistici di anime elette come santa
Matilde e Santa Geltrude. Un grande devoto, San Francesco
di Sales, trasmise la sua pietà al Sacro Cuore alle
Monache Visitandine. San Giovanni Eudes, definito nel breve
di beatificazione «padre, dottore e apostolo di questa
devozione», ne inizia il culto pubblico e ufficiale,
approvato prima in molte diocesi francesi e poi da vari papi.
Al culto del Cuore di Gesù, S.Giovanni Eudes affianca
quello del Cuore di Maria.
In questo contesto storico, una monaca Visitandina
del monastero di Paray-le-Monial, S. Margherita Maria Alacoque
(1647-1690), nella prima grande apparizione del 27 dicembre
1673 viene istruita da Gesù sull'amore che esso
nutre per l'umanità e sul desiderio divino di salvare
tutti mediante il Suo Cuore. Ella vede il Cuore circondato
da una corona di spine e sormontato dalla croce, quale simbolo
dell'Amore di Gesù. Un amore disprezzato che cerca
amore e riparazione.
Il culto al Sacro Cuore conosce una rapida diffusione, ma
sorgono anche forti avversari, specialmente i giansenisti,
che gridano alla idolatria perché si adora un cuore
di carne.
La Chiesa definisce invece che la natura umana di Cristo è
degna di adorazione, perché costituisce un tutt'uno
con la natura divina nella Persona del Verbo. Pio VI insegna
che si adora il Cuore perché «inseparabilmente
unito con la Persona del Verbo».
ll Cuore è simbolo dell’Amore del Redentore,
perché si ripercuotono l’amore e gli altri affetti,
come tristezze, gioie, sacrifici, sofferenze, ecc. Ma il cuore
fisico e l’amore simboleggiato non devono considerarsi
distinti e separati: sono un unico e adeguato oggetto di culto.
Perciò quando si parla di Cuore di Cristo, si parla
di tutta la persona do Cristo, considerata nella vita intima,
affettiva e morale.
Essa è la devozione preminente, perché sintetizza
tutta la vita del Signore nell’amore, che è la
causa della Redenzione. Così essa facilita all’uomo
la conoscenza e l’amore al suo Redentore.
Il suo fondamento dottrinale è solidissimo. La devozione
al Sacro Cuore ha segnato il risveglio della fede dopo gli
attacchi del giansenismo e del razionalismo, stimolando nei
fedeli il senso di corrispondenza all’amore di Gesù
Cristo. Un amore che ci chiede non solo di consacrarci, ma
anche di riparare, perché è evidente a tutti
che l'amore di Gesù è un amore disprezzato e
trascurato.
Paray-le-Monial
Il 16 giugno 1675 una figlia spirituale di S. Francesco di
Sales, Margherita Maria Alacoque, si trova in preghiera davanti
al Santissimo, quando le appare Nostro Signore che indica
il proprio Cuore: «Ecco quel Cuore che tanto ha amato
gli uomini e che nulla ha risparmiato fino ad esaurirsi ed
a consumarsi per testimoniare loro il suo Amore. In segno
di riconoscenza, però, non riceve dalla maggior parte
di essi che ingratitudini... »
Dopo aver chiesto una festa dedicata al suo Cuore, il Signore
aggiunse: «Io ti prometto che il mio Cuore si dilaterà
per effondere con abbondanza le ricchezze del suo divino amore
su coloro che gli renderanno questo onore e procureranno che
gli sia reso da altri»
E’ difficile spiegare come un così grande tesoro
messo alla nostra portata sia stato tanto dimenticato, aggiungendosi
questo nostro oblio odierno alle ingratitudini che già
Gesù denunciava a Margherita Maria Alacoque. Eppure
il Beato Pio IX dichiarava: «La società e la
Chiesa non hanno altra speranza che nel Sacratissimo Cuore
di Cristo. Predicate dovunque questa devozione per la salvezza
del mondo», secondo quanto affermava il P. Jules Chevalier,
beatificato di recente.
La grande promessa
Fra tutte le promesse fatte a S. Margherita Maria dal Sacro
Cuore, la più celebre è senz'altro quella dei
primi nove venerdì del mese. Si è già
parlato di questa straordinaria pratica devozionale, ricordando
quanto detto dal Direttorio su Pietà Popolare e Liturgia
della Congregazione per il Culto Divino del 2002 e cioè
che essa non sopprime l'esigenza, in ordine alla salvezza,
«della fede operante e dell'impegno di condurre una
vita conforme al Vangelo» (n.171). Ma sicuramente, questa
pratica rafforza immensamente le disposizioni sia alla fede
operante che a condurre una vita conforme al Vangelo, in modo
da meritare effettivamente quanto promesso.
Tra le diverse considerazioni sulla promessa, scrive il gesuita
P. Bettani, «chi per nove mesi consecutivi ha fatto
un serio tentativo di vivere in grazia di Dio (...) ha deposto
nel suo animo i germi di una vita nuova, ha messo le condizioni
per una rinascita cristiana». Ed è in questo
senso che si devono interpretare le parole del Signore, riportate
da Margherita Maria nella lettera 86:
«Un venerdì, durante la santa comunione, Egli,
se non mi sbaglio, mi rivolse queste parole: ‘Nell'eccessiva
misericordia del mio Cuore, ti prometto che il suo onnipotente
amore accorderà la grazia della penitenza finale a
tutti coloro che faranno la comunione per nove primi venerdì
del mese consecutivi. Non morranno perciò in mia disgrazia,
né senza ricevere i loro sacramenti. Il mio Cuore si
renderà per loro asilo sicuro in quel supremo momento’.»
Sull'autenticità di questa promessa non ci sono dubbi,
tanto che Benedetto XV, fatto più unico che raro, la
volle inserire nella bolla di canonizzazione della santa.
Secondo gli esaminatori teologici, la frase «se non
mi sbaglio» non indica un dubbio, ma un atto di umiltà
davanti al soprannaturale.
Il P. L. Filosomi S.J. dice che «Margherita, quasi preoccupata
di essere fraintesa, a ogni promessa non fa che ripetere che
Gesù sarà fedele alle sue promesse a patto che
lo "conosciamo, amiamo, onoriamo", (...) e che per
ottenere una serena e santa morte, "bisogna vivere conformi
alle sue sante leggi"».' Aggiunge inoltre che l'essenziale
della promessa è che riceveremo la grazia della penitenza
finale. In cosa consiste? Nel «provare dispiacere di
aver maltrattato una persona, o meglio, di aver offeso Dio
con il peccato». Questo dolore è «praticamente
un atto di amore per il Signore (e) se arriva ad essere perfetto,
ci toglie perfino il peccato mortale. (...) Se lo riusciamo
a emettere in punto di morte, si chiama penitenza finale.»
Ecco quanto promesso con la pratica dei nove primi venerdì.
E' ancora attuale questa devozione? Premesso che la Chiesa
non obbliga a dar fede alle rivelazioni particolari, se crediamo
in quelle di Paray-le-Monial, ma neghiamo la loro attualità,
forse è perché non crediamo più che le
parole di Cristo non passeranno davanti a nessuna circostanza
contingente? Oppure che l'uomo non ha più bisogno della
misericordia divina per salvarsi, o addirittura che non esiste
vita dopo la vita terrena? Ora basti ricordare che almeno
tre volte nel suo pontificato Giovanni Paolo II° ha riproposto
come attuale questa pratica di devozione.
Fermati, il Cuore
di Gesù è con me!
Gli studiosi della mistica di Paray-le-Monial dicono che nei
suoi scritti risultano più di 80 promesse fatte dal
Sacro Cuore. E' più o meno universalmente diffuso un
elenco di 12 promesse, fra le quali la nona, che recita: «benedirò
tutti i luoghi dove l'immagine del Sacro Cuore verrà
esposta». Questa promessa è alla base di
un'altra campagna di LSE per riproporre l'intronizzazione
del Sacro Cuore nelle abitazioni e nei luoghi di lavoro. Questa
volta ci vogliamo soffermare su una nuova iniziativa che cerca
di meritare per tutti gli aderenti ai progetti di Luci sull'Est
quell'effusione di grazie promesse da Gesù Cristo per
coloro che diffonderanno il culto al Sacro Cuore (apparizione
del 16.6.1675).
Si tratta della pratica di portare lo scudo
del Sacro Cuore (chiamato anche «Fermati!»).
Un tempo essa era diffusa fra i cattolici ed esprimeva la
nostra gratitudine per l'amore che Gesù Cristo ci manifesta,
il desiderio di ripagarlo col nostro amore e di essere accolti
sotto la sua protezione. Sì, perché lo scudo
del Sacro Cuore è una potente protezione messaci a
disposizione contro i rischi che corriamo ogni giorno.
Basta portarlo con sé. Non c'è bisogno di farlo
benedire, perché Pio IX estese la sua benedizione a
tutti gli «scudi». Esso è un emblema
con l'immagine del Sacro Cuore e il motto: Fermati, il Cuore
di Gesù è con me! Venga a noi il tuo Regno!
Lo possiamo portare ovunque e dovunque: in tasca, nella borsa,
nel portafoglio assieme alle foto dei nostri cari. Così
diciamo al maligno: Alt! Si fermi ogni iniquità, ogni
passione disordinata, ogni pericolo che ci minaccia dall'esterno
o dall'interno, perché il Cuore di Cristo ci protegge.
Ma diciamo anche al Signore: ti amo, in te confido, fai il
mio cuore simile al Tuo!
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| Origine
dello scudo del Sacro Cuore S.
Margherita Maria scrive nella sua lettera del 2 marzo
1686 alla superiora, Madre Saumaise: «Egli
desidera che lei faccia fare degli scudi con l'immagine
del Sacro Cuore affinché tutti coloro che vogliono
rendergli onore lo mettano nelle loro case, e
ordini altri più piccoli da portare addosso».
Così nasceva la devozione dello scudo del Sacro
Cuore. La santa lo fabbricava con le sue mani e lo
portava sempre con sé, invitando le novizie
a fare altrettanto.
All'inizio la pratica fu autorizzata nei monasteri
della Visitazione.
Più tardi venne diffusa largamente dalla venerabile
A. M. Rémuzat (1696-1730), Visitandina, alla
quale il Signore fece sapere in anticipo i danni che
avrebbe causato la peste a Marsiglia. Con l'aiuto
delle sue consorelle, la religiosa diffuse migliaia
di scudi nella città colpita. La storia racconta
che poco dopo la peste cessò come per miracolo
e le persone malate ebbero grazie straordinarie. Dopodiché
la pratica si estese ad altre città e nazioni.
Bandiera
nella lotta contro la rivoluzione secolarizzante
Nel 1789 esplose in Francia una peste ben più
pericolosa per la fede cattolica: la Rivoluzione
francese. Coloro che le resistettero, sacerdoti,
popolani, nobili, portarono lo scudo cucito o ricamato
sui loro vestiti, diventando così simbolo dell'opposizione
alla Rivoluzione. I «chouans», che
lottavano per liberare la Chiesa e la Francia dall'empietà,
lo cucivano su bandiere e divise. Maria Antonietta
ne portava uno con la scritta: Sacro Cuore di Gesù,
prega per me! Anche la precedente regina, la devota
Maria Leszczynska, ricevette da Benedetto XIV diversi
scudi del Sacro Cuore in occasione del suo matrimonio
con Luigi XV. «in seta rossa e ricamati in oro».
Sempre come «armatura spirituale»
fu indossato da altri combattenti cattolici, come
i contadini guidati da Andreas Hofer contro Napoleone
nel Tirolo e i «cristeros» del Messico,
che si opponevano alle leggi anticattoliche, affrontando
il plotone di esecuzione col Sacro Cuore sul petto
e al grido di «Viva Cristo Rey»! Un analogo
comportamento è stato tenuto dai poveretti
cubani messi contro il «paredón»
(= grande muro) da Fidel Castro.

Tutti gli
scudi sono già benedetti Nel
1870 Pio IX approvò definitivamente lo «scudo
del Sacro Cuore», dicendo che era «ispirato
dal Cielo» e aggiungendo: «Benedico questo
Cuore e voglio che tutti quelli che siano fatti d'accordo
a questo modello ricevano la stessa benedizione, senza
bisogno che un sacerdote la rinnovi».
Oggi, la vita di tutti è piena di insidie e pericoli.
Perché allora non ricorrere con fede allo scudo
del Sacro Cuore? Lo possiamo portare addosso, metterlo
a casa o nel materiale scolastico dei bambini, nei luoghi
di lavoro e di riposo. Così terremo fede al noto
detto di S. Paolo: «Se Dio è per noi,
chi sarà contro di noi?» (Rom 8,31).
Di sicuro non esiste pericolo dal quale Egli non ci
possa salvare. E se poi ci arrivano le difficoltà
per suo divino volere, questo scudo rappresenterà
ugualmente la nostra fedeltà ai disegni della
Provvidenza, nella certezza che non saremo mai abbandonati.
Sacro
Cuore di Gesù e di Maria
Così, al singolare, San Giovanni Eudes si riferiva
a entrambi i cuori, come se fossero un tutt'uno, a causa
della loro vicendevole identificazione. Sul verso
della Medaglia Miracolosa rivelata a S. Caterina Labouré
si vedono l'uno accanto all'altro, quello di Gesù
circondato da spine, quello di Maria trafitto da una
spada.

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In occasione del centenario della
Consacrazione del mondo al Sacro Cuore, Giovanni Paolo
II° ha detto: «Dopo San Giovanni Eudes,
che ci ha insegnato a contemplare Gesù, il
cuore dei cuori, nel cuore di Maria e a farli amare
entrambi, il culto al Sacro Cuore si è diffuso
(...)»
Scriveva Plinio Corréa de Oliveira. «Col
Cuore di Maria ogni terrore si dissipa, ogni incertezza
si chiarisce. Il Cuore di Maria è la Porta
del Cielo, spalancata agli uomini del nostro tempo
(...) Nel giorno in cui avremo legioni di persone
veramente devote al Cuore Immacolato di Maria, il
Cuore di Gesù regnerà in tutto il mondo.»
Le affinità tra Paray-le-Monial e Fatima non
si contano. In entrambi si promette la vittoria finale,
chiedendo la consacrazione e la riparazione degli
uomini per corrispondere all'amore offeso di Dio.
Il trionfo del Cuore Immacolato preannunciato alla
Cova da Iria non è altro che il trionfo di
Cristo per Maria.

Perché
riparazione?
Sia a Paray-le-Monial che a Fatima si parla del bisogno
di riparare alle offese ricevute dai cuori di Gesù
e di Maria. Cosa vuol dire? Ce ne parla il Cardinale
Jorge Medina Estévez, fino a poco tempo fa prefetto
della Congregazione per il Culto Divino, ricordandoci
che per capire la riparazione è necessario prima
capire il peccato.
E sul peccato, Sacra Scrittura alla mano, ci dimostra
come esso sia un cedimento alla tentazione di Satana
che ci porta a disubbidire alla volontà di Dio.
Col peccato cerchiamo di renderci autonomi dal nostro
Creatore invece di rendergli l'adorazione dovutagli.
Non solo non lo adoriamo, ma scegliamo degli idoli al
suo posto: «Gli idoli odierni sono il denaro,
il sesso e il potere». Col peccato manifestiamo
infedeltà e ingratitudine: «Un incredibile
oblio di tanti doni gratuitamente concessi dal Signore».
«Il peccato è dunque un tragico errore,
un'offuscazione della verità, una sovversione
della realtà» a cui siamo indotti dal «padre
della menzogna». Dai milioni di aborti procurati
al prevalere di una «cultura della bugia che fa
sparire naturalmente la fiducia fra gli uomini»,
il porporato asserisce che la situazione odierna ricorda
la frase di S. Giovanni «il mondo giace sotto
il potere del Maligno» (Gv 5,19). Cosa è
la riparazione del peccato, dunque?
E’ «innanzitutto uno sforzo apostolico
di evangelizzazione, cioè di illuminazione delle
tenebre che oscurano le coscienze degli uomini»
che, permettendoci di vedere con chiarezza la realtà
profonda delle cose, ci apre alla conversione, ad adeguare
la vita alla verità. La riparazione ha come compito
correggere le conseguenze del peccato, in particolare
il cattivo esempio. Diversamente dalle idolatrie, essa
ha «come radice un senso acuto di adorazione»,
potendo rivestire «la forma di preghiera assidua
e fervida per la conversione dei peccatori», ed
esprimendosi anche «nell'esercizio di opere
penitenziali, nell'accettazione delle sofferenze che
fanno parte della nostra vita terrena e particolarmente
nella pratica di privazioni e mortificazioni volontarie»,
sempre più necessarie in «una società
di consumo e di abbondanza nella quale l'ascesi non
sembra avere più alcun senso». Nessuno,
conclude il Card. Medina, ha avuto uno spirito di riparazione
come la Vergine Addolorata ai piedi della Croce (Cfr.
Card. Jorge Medina Estévez, Omelia della Messa
per il primo centenario della Congregazione «Familia
de Corde Jesu», 19 gennaio 2003) Date
importanti
| 1765: |
Decreto
della Congregazione dei Riti approvato da Clemente
XII per concedere ai vescovi polacchi, all'arciconfraternita
romana del Sacro Cuore e alle religiose dell’Ordine
della Visitazione di celebrare la festa liturgica
del Sacro Cuore. |
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| 1856: |
Pio IX,
con decreto della Congregazione dei Riti, «in
risposta alle suppliche dei vescovi francesi
e di quasi tutto il mondo cattolico, estende
a tutta la Chiesa la festa del Sacro Cuore». |
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| 1899: |
Leone XIII
promulga l'enciclica Annum Sacrum sulla consacrazione
del mondo al Sacro Cuore e la compie personalmente,
tanto da ritenerla l'atto più importante
del suo lungo pontificato. |
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| 1925: |
Pio XI istituisce la festa
di Cristo Re con l'Enciclica Quas Primas. |
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| 1928: |
Pio XI
pubblica l'enciclica Miserentissimus Redemptor,
sul dovere che abbiamo di riparazione verso
il Sacro Cuore. |
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| 1956: |
Pio XII pubblica l'enciclica
Haurietis Aquas sul culto al Sacro
Cuore, commemorandone l'estensione a tutta
la Chiesa della festa liturgica. In essa sviluppa
compiutamente gli argomenti teologici sulla
devozione e confuta le obiezioni contrarie. |
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| 2002: |
Giovanni
Paolo II approva e fa pubblicare il documento
della Congregazione per il Culto Divino e
la Disciplina dei Sacramenti, dove tra l'altro
si afferma:
«Non vi è dubbio infatti che la
devozione al Cuore del Salvatore è stata
ed è tuttora una delle espressioni più
diffuse e più amate della pietà
ecclesiale. Come hanno spesso ricordato i Romani
Pontefici, la devozione al Cuore di Cristo ha
un solido fondamento nella Scrittura. La
devozione al Sacro Cuore costituisce una grande
espressione storica della pietà della
Chiesa per Gesù Cristo, suo Sposo e Signore;
essa richiede un atteggiamento di fondo fatto
di conversione e riparazione, di amore e gratitudine,
di impegno apostolico e di consacrazione nei
confronti di Cristo e della sua opera salvifica.
Perciò la Sede Apostolica e i Vescovi
la raccomandano, ne promuovono il rinnovamento.»
Direttorio su Pietà Popolare e Liturgia
- Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina
dei Sacramenti - Libreria Editrice Vaticana
2002». |
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