L'origine
dei santini

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L'origine dei santini
risale all' inizio del XIV secolo,
con le prime immagini staccate dai libri di preghiera.
Tuttavia il primo santino documentato, con la figura
di san Cristoforo, è di circa un secolo dopo,
del 1423. Le prime stampe su carta erano rudimentali,
ricavate da un disegno inciso su una
matrice di legno; successivamente in Baviera, Fiandre
e Svezia furono realizzate alcune acqueforti,
piccoli capolavori, di forma rettangolare.
Tra Seicento e Ottocento si hanno le creazioni più
fantasiose: prima i canivet, sostituiti
nell'Ottocento da Santini con applicazioni in
pizzo che riproducevano l'antico intaglio della
carta velina; sul pizzo venivano applicate immagini
stampate a litografia, con cui inizia la storia
"moderna" del santino, e cromolitografia,
tecnica nata nel 1840: per la prima volta si realizzano
immagini a colori, che a inizio Novecento sono ancora
una novità. Successiva innovazione fu la tecnica
del rilievo, ottenuta pressando la carta tra
due lastre di metallo sagomate; si aggiunsero poi lustrini
e nastri sino a sfociare nella fantasia grafica
Liberty e poi nell'Art Déco. |
A cosa
servivano
Le immagini avevano, in linea con il magistero della Chiesa,
due funzioni fondamentali: quella di divulgazione
della vita dei santi e quella edificante di incitare
alla pietà cristiana; inoltre, essendo dedicate
a una devozione privata, rispondevano a un bisogno
primordiale di protezione: non a caso i santi più
venerati erano quelli che proteggevano la salute.
Il "patronato" a volte era attribuito in base al
martirio del santo: per esempio san Bartolomeo proteggeva
contro le malattie della pelle in quanto era stato scorticato
vivo; altre volte la devozione popolare attribuiva le protezioni
sulla base di assonanze fonetiche del nome: Santa Lucia, il
cui nome ha la stessa radice del latino "luce",
proteggeva il "lume" degli occhi.
Alla devozione al santo si legava la fiducia nel potere taumaturgico
delle reliquie contenute nel santino e poi una fiducia scaramantica
in un potere quasi magico delle immagini.
Con la fine della produzione artigianale dei santini nel corso
del XX secolo si riduce il loro valore collezionistico ma
si accresce la diffusione rispetto alle epoche passate: riprodotti
in innumerevoli copie a basso costo, essi entrarono non più
solo nei messali, ma nei taschini delle giacche e nei portafogli…
potenziando così il valore "mediatico" che
la Chiesa voleva loro attribuire.
Chiara
Silli (da www.deagostiniedicola.it)
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