Home Chi siamo Storia dell'Ordine Storia del Monastero Fondatori e Sante Sacro Cuore Foresteria News Appuntamenti
Giornata monastica Testimonianze Monasteri in Italia Richiesta di preghiere Accoglienza Link Dove siamo Contatti

Testimonianze


Per lasciare le vostre testimonianze scrivete a: monvisit@virgilio.it



Modena, 16/01/2005

Percorrendo la via Giardini in prossimità di Baggiovara, un piccolo paese alle porte di Modena, si passa davanti ad una chiesa con accanto un ampio edificio che incuriosisce per la struttura alquanto diversa dalle case e dai palazzi delle nostre città.
Le porte sono chiuse, ma le finestre aperte dicono che la casa è abitata… Un cartellino sul campanello porta la scritta: «Monastero della Visitazione Santa Maria». Che cosa significa?
È il monastero delle suore di clausura della Visitazione. È un luogo di pace e di preghiera; qui, senza muoversi, si ripercorrono tutte le strade del mondo; qui, senza frastuono, si va alla conquista dei beni eterni, si apre un dialogo ininterrotto fra la terra e il cielo; qui, il cuore si fa grande, capace di raccogliere tutte le voci dell’umanità sofferente per portarle a Dio; qui, in una generosa e nello stesso tempo serena oblazione di se stesse, in unione con l’unico Mediatore Gesù Cristo e con la sua Madre SS., le monache si fanno mediatrici di grazie: umili, ma efficaci mediatrici!
Il monastero e la chiesa ormai completamente ristrutturati, sono pronti ad accogliere anime generose e noi laici siamo impegnati a pregare affinché il Signore mandi alla sua chiesa nuove vocazioni religiose perché, come disse Paolo VI: «Di che cosa ha bisogno la Chiesa? Ha bisogno di chi prega, ha bisogno di chi sta sospeso sul monte per essere davvero folgorato dalla luce della parola di Dio che da questa folgorazione manda luce e grazie sul Corpo della Chiesa». Con amicizia,

Annamaria e Giovanni Governatori


8/12/2004

Il MONASTERO della VISITAZIONE di BAGGIOVARA
nel cammino della nostra Vita di Famiglia: una testimonianza

La ricchezza spirituale, la preghiera costante, la naturale propensione all’ascolto, all’accoglienza e alla carità concreta verso il prossimo sono alcuni fra i grandi doni che le monache del Monastero della Visitazione di Baggiovara sanno trasmettere e condividere con tutti i fedeli della nostra diocesi.
In particolare, per noi parrocchiani di Baggiovara la loro presenza assume un significato profondo che si intreccia costantemente con la vita delle nostre famiglie: il loro sostegno continuo, la loro vicinanza e il ricordo nella preghiera hanno accompagnato da vicino le scelte fondamentali delle nostre famiglie e ci hanno aiutato a realizzarle confidando nel Signore.
Per noi, le suore del Monastero sono sempre state un punto di riferimento fin dai primi anni del nostro matrimonio. Il colloquio con loro è sempre stato un appuntamento frequente; era importante per noi confidare i nostri desideri e le nostre scelte, ricevere un consiglio e un incoraggiamento ma soprattutto sperimentare di persona quella serenità, quella allegria e quella luce interiore che le suore sanno trasmettere e che deriva loro dalla costante vicinanza col Signore. Tutto questo ci dava una carica spirituale che ci univa maggiormente come coppia. Una realtà che si acquisisce frequentando le nostre suore è senz’altro questa: ogni paura, ogni preoccupazione o ansia terrena, oppure le inevitabili sofferenze che compaiono nel cammino della vita, possono essere vissute e affrontate con una grande serenità interiore e senza timori perché si vive nella certezza che il Signore non ci abbandona mai; Lui ci ama e ci vuole bene, desidera la nostra felicità e noi dobbiamo soprattutto cercarLo, essere davvero innamorati di Lui, non smettere mai di invocare il suo aiuto, confidare nel suo sostegno e nella grandezza dei suoi doni.
E’ ancora molto vivo nel nostro ricordo, l’intenso e commovente momento di preghiera che, come famiglia, abbiamo vissuto insieme alle suore del Monastero della Visitazione di Baggiovara il giorno prima di partire con l’aereo per l’America Latina: ci hanno saputo infondere un entusiasmo e una carica spirituale da vincere ogni timore, ci hanno insegnato a ringraziare per il dono grande della vita, e ci hanno allargato il cuore per essere preparati a ricevere questo dono come strumenti dell’Amore di Dio. Ripercorrendo nella memoria i grandi doni che il Signore ha fatto alla nostra famiglia (se mai può esistere una classifica) dobbiamo ricordare le nostre splendide figlie Maddalena e Catalina Maritza. L' accoglienza alla vita è una esperienza di gioia e di amore straordinari ma, soprattutto nel caso della nostra bimba più piccola adottata in un paese lontano dell’America Latina, è stata anche una esperienza di sofferenza e di abbandono.
Certo, abbiamo vissuto momenti difficili: per le lungaggini burocratiche previste dalla Legge, per i continui colloqui con gli psicologi e gli avvocati dei Tribunali dei Minori, per la lontananza da casa, per la mancanza dei nostri cari e dei nostri amici durante la nostra permanenza in America Latina, per aver sperimentato direttamente situazioni di povertà, di degrado e di solitudine. Ma tutti e tre (noi genitori e la nostra prima figlia Maddalena) eravamo fortemente motivati, pronti a tutto, sicuri di rispondere a una chiamata del Signore che ci voleva suoi collaboratori per promuovere la vita e per ridare speranza a chi purtroppo l’aveva perduta troppo presto. In questo momento forte della nostra vita di famiglia non possiamo dimenticare la nostra comunità parrocchiale, le suore del Monastero della Visitazione, i nostri cari e tutti gli amici che sono stati vicini con la preghiera, l’amicizia e il costante ricordo, il nostro sostegno anche nei momenti di difficoltà, specialmente quando eravamo così lontani in America Latina.
Ora queste suore camminano con noi e ci sono di appoggio nel compito di educare spiritualmente e alla fede le nostre figlie. Un’altra presenza costante delle suore del Monastero della Visitazione nel nostro cammino di coppia si riconosce nella partecipazione ai ritiri spirituali, alle celebrazioni eucaristiche, ai momenti di preghiera e di adorazione, ai rosari e alle feste mariane o a quelle per ricordare i loro Santi Fondatori, organizzati nei vari anni presso il Monastero della Visitazione. Sono stati momenti importanti per staccarsi da ogni interesse o schiavitù terrene, per raccoglierci come coppia e come famiglia intorno al Signore, per prendere coscienza di ciò che è veramente importante per la nostra vita. Il nostro grazie di cuore alle suore del Monastero non solo per l’organizzazione di questi incontri spirituali ma per l’attento e delicato richiamo alla partecipazione attiva e per il sollievo e la serenità spirituale che hanno sempre saputo trasmettere a tutti i presenti.
Più recentemente, viviamo un appuntamento mensile di lettura biblica che si tiene proprio al Monastero della Visitazione, con la partecipazione delle suore. E’ un momento privilegiato di fraternità spirituale, abbellito dalla freschezza e dalla vivacità interiore delle nostre suore. Ci sentiamo davvero in comunione fra noi e col Signore e tutti ne ricevono un grande giovamento che favorisce l’accoglienza, la capacità di perdono e l’amicizia reciproca che hanno necessariamente una ricaduta positiva nella vita di tutta la comunità parrocchiale di Baggiovara. Un grazie di cuore al Signore per il dono grande che le suore del Monastero della Visitazione rappresenta per le nostre famiglie e un invito a tutti di sperimentare la gioia e la grande speranza che loro sanno infondere nel nome di Gesù. Un’altra presenza costante delle suore del Monastero della Visitazione nel nostro cammino di coppia si riconosce nella partecipazione ai ritiri spirituali, alle celebrazioni eucaristiche, ai momenti di preghiera e di adorazione, ai rosari e alle feste mariane o a quelle per ricordare i loro Santi Fondatori, organizzati nei vari anni presso il Monastero della Visitazione.
Sono stati momenti importanti per staccarsi da ogni interesse o schiavitù terrene, per raccoglierci come coppia e come famiglia intorno al Signore, per prendere coscienza di ciò che è veramente importante per la nostra vita. Il nostro grazie di cuore alle suore del Monastero non solo per l’organizzazione di questi incontri spirituali ma per l’attento e delicato richiamo alla partecipazione attiva e per il sollievo e la serenità spirituale che hanno sempre saputo trasmettere a tutti i presenti. Più recentemente, viviamo un appuntamento mensile di lettura biblica che si tiene proprio al Monastero della Visitazione, con la partecipazione delle suore. E’ un momento privilegiato di fraternità spirituale, abbellito dalla freschezza e dalla vivacità interiore delle nostre suore. Ci sentiamo davvero in comunione fra noi e col Signore e tutti ne ricevono un grande giovamento che favorisce l’accoglienza, la capacità di perdono e l’amicizia reciproca che hanno necessariamente una ricaduta positiva nella vita di tutta la comunità parrocchiale di Baggiovara.
Un grazie di cuore al Signore per il dono grande che le suore del Monastero della Visitazione rappresenta per le nostre famiglie e un invito a tutti di sperimentare la gioia e la grande speranza che loro sanno infondere nel nome di Gesù. Cordialmente e con affettuosa riconoscenza,

Alberto e Maria Teresa Cavicchioli


18/11/2004

Ho sempre creduto nell’importanza della preghiera e nella grandezza di una vita dedicata totalmente a Dio, ma avvicinarmi a voi é stato scoprire come la vostra vocazione così totalitaria, seppure apparentemente chiusa nei vostri cuori e nella vostra casa, sia invece aperta alla realtà dei fratelli vicini e lontani.
Un giorno ho saputo che si poteva avere un colloquio con la madre superiora. Stavo vivendo un momento di particolare difficoltà, così ho deciso di rivolgermi a lei per chiederle di unirsi a me nella preghiera a Dio, affinché si risolvesse questa mia tribolazione e io avessi la forza non solo di continuare ad amare le persone coinvolte, ma anche di riscoprire un modo nuovo e più puro di amarle.
Parlare con Lei e sentire nel mio cuore la potenza dell’amore di Dio é stato una cosa sola.
Ogni volta che esco da un colloquio o che andando a Messa incontro anche solo lo sguardo delle monache, sento la presenza di Gesù in me. So che loro sono lì perché amano Dio sopra ogni cosa e desiderano trasmettere questo loro Amore a tutti coloro che si rendono disponibili ad accoglierlo. Ora vado regolarmente a parlarle e altrettanto regolarmente mi ricordo di pregare per queste monache, che donano la loro vita a Dio.
Grazie.

Lucia Tarabini - Movimento Focolarini


9/10/2004

L’incontro del Rinnovamento nello Spirito Santo con il Monastero della Visitazione è stato apparentemente del tutto casuale. Ricordo che, dopo aver partecipato alla celebrazione Eucaristica in Cattedrale presieduta dall’Arcivescovo a conclusione di una campagna contro la pornografia, al momento dei saluti, alcuni dei presenti gli hanno manifestato l’intenzione di organizzare l’Adorazione del SS Sacramento durante la Novena di Pentecoste. “Dove volete organizzarla?” chiese, - “Dove vuole lei, Eccellenza” fu la replica. “Andate a Baggiovara al Monastero!”
Grazie, mie care Sorelle, perché avete accolto tra le vostre mura l’iniziativa del Roveto ardente di preghiera, dovendo, a volte, modificare anche le vostre abitudini quotidiane. Ma quanti momenti di intensa comunione con l’amore di Gesù Eucaristia! Quante persone hanno potuto fare l’esperienza di Dio durante la Novena di Pentecoste e durante i primi Venerdì del mese! Quanti frutti dello Spirito: la comunione tra i Movimenti, senza mai perdere la propria identità, e la ricercata via del servizio alla chiesa, oltre alle numerose iniziative esterne, quali l’esperienza con i carcerati, i giovani universitari, il mondo del lavoro, una scolaresca, e di recente anche l’adorazione con i bambini guidata dal parroco di Baggiovara, don Gianni Gilli. Siete rimaste in poche, in attesa di nuove vocazioni, ma siete un grande esempio di fede! Voi trasmettete una grande testimonianza di forza e di tranquilla fiducia nella Misericordia del Padre.
Guardando ai lavori di ristrutturazione e di innovazione che state realizzando, viene da pensare all’audacia di coloro che tutto possono in Colui che tutto può. Provo per voi lo slancio che si prova per le persone più care.
Non credo sia stato un caso che l’Arcivescovo abbia indirizzato i Movimenti a Baggiovara, anzi vi intravedo un disegno misterioso di Dio Padre. Gesù vi vuol bene.

Francesco Pagano - Movimento “Rinnovamento dello Spirito”


6/10/2004

Non mi ritengo in grado di definire "il senso della vostra presenza"; altri molto più qualificati di me possono dare testimonianza. Posso raccontare la mia esperienza sul tema "Clausura".
La definizione che ricordo fin da bambino, frequentando asilo e scuole elementari dalle suore è stata: "la Clausura è la scelta di alcune religiose di rinuncia alle cose del mondo".
Per anni non mi sono posto alcuna domanda relativamente alla "Clausura" e se qualche volta passavo davanti a un Monastero, immaginavo un universo triste di silenzio, preghiera continua, assenza da tutto.
In seguito ebbi occasione di visitare, a più riprese, le Clarisse di Fanano e quelle di Rimini e qui incominciai a vedere la Clausura con occhi diversi; non più un mondo tetro, fatto di rinunce, di preghiere senza domande, etc. Soprattutto a Rimini, scoprii un ambiente "solare" fatto da giovani suore e alcune novizie, che guardava al mondo e pregava per il mondo.
Ultimamente una Suora, carissima amica da tanti anni, mi chiese di accompagnarla da S.Damaso al monastero della Visitazione di Baggiovara a trovare una sua amica di gioventù, immaginai per me una visita "senza sale". Mi sono ricreduto subito, inizialmente stupito da un frasario molto normale. Non vi erano gli attesi "toni in falsetto, occhi bassi, ecc." ma una voce ferma, sguardo diritto negli occhi e la consapevolezza di "essere nel mondo". Ho guardato con sommo piacere le foto che ritraevano le suore, impegnate in una vita assolutamente normale.
Il significato vero della "Clausura" che aveva iniziato ad affacciarsi con le esperienze di Rimini, ha assunto connotati di certezza e di gratitudine per le persone che hanno deciso di testimoniare la loro appartenenza al popolo di Dio dedicando la loro vita a Dio e pregando per il mondo intero; per cui anche per me.
Mi sento rassicurato da questa presenza: c'è qualcuno che in questo momento prega per me. Scambiare ogni tanto qualche messaggio di posta elettronica con il Monastero è ulteriore motivo di rassicurazione; ti fa sentire come essere per mare e avere un giubbetto di salvataggio addosso.

Pino Prochilo - Scout Adulto – Modena


4 ottobre 2004 - S. Francesco d'Assisi

Non credo sia un caso che io sia medico, né che sia diventato da qualche tempo il medico della Sorelle della Visitazione di Baggiovara.
Ho il privilegio di essere entrato più volte nella clausura e di aver così potuto conoscere più da vicino le sorelle proprio in ragione del mio lavoro. La prima volta che entrai nel Monastero, di cui quasi ignoravo l'esistenza, oserei dire che fu amore a prima vista. Non voglio parlare di grandi illuminazioni o di alte spiritualità, ma semplicemente di come il Signore mi abbia offerto la possibilità di avvicinarmi a Sé attraverso brevi e sereni dialoghi in cui sono venuto a conoscere la vita e lo spirito della Visitazione.
Forse la Madre Superiora e la Sorella infermiera, con cui maggiormente mi intrattengo, non sanno che, anche se si parla di malanni, le loro parole mi trasmettono tutta la forza di un Amore fedele e profondo per il Signore.
La conoscenza del Monastero e delle sorelle, oltre a far nascere in me nuove esigenze come la preghiera o la lettura del Parola, ha creato la necessità della frequentazione del Monastero, cosa che inizialmente mi ha quasi imbarazzato per la sua urgenza. Confesso l'imbarazzo per tale urgenza e la forza di questo legame instauratore perché ricorda quello che si può avere con la persona amata e che come ogni sentimento forte e assoluto un po' spaventa e turba. So bene che è un legame che va oltre le persone e arriva dritto al Signore, che è Lui stesso motore e artefice di questo. Non posso fare altro che ringraziarlo ogni giorno.

Manfredo Campolieti


4/10/2004

“Quando preghi, entra nella tua camera e, chiusa la porta, prega il Padre tuo nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.” (Matteo 6,6)
Vivere in segreto… la nostra mente oggi è talmente piena di tantissimi messaggi che il significato delle parole e la loro collocazione in differenti contesti assumono sempre più una semplificazione che impoverisce i discorsi e svuota i cuori alle persone…
Alla radice della parola c’è il termine latino secretus che è participio passato di secernere ovvero separare, mettere in disparte.
Secernere fa venire in mente un altro termine e cioè Discernere (Riuscire a vedere o a comprendere con sufficiente chiarezza)… In comune c’è la parola Cernere che dal latino significa vedere.
Queste parole calate all’interno del chiostro del monastero rafforzano e spiegano la grande scelta che hanno fatto le sorelle della Visitazione del vivere nel segreto, non nel senso di fuga dal mondo, di sètta, che richiama oscure trame contro qualcosa o qualcuno ma una esigenza di vedere ancora meglio attraverso una intimità profonda con il Signore la propria storia personale e quella di chi ci circonda (cioè del mondo).
È un grande dono la presenza del monastero nella nostra Diocesi, specialmente in questi ultimi anni che sta diventando un punto di riferimento per la preghiera contemplativa davanti alla Santissima Eucaristia.
Si potrebbe ora parlare del male nel mondo ma credo che sia proprio questo il vero boicottaggio da attuare.
Il male ha necessità di far parlare di sé di contagiare tramite il suo orrore.
No! Siamo chiamati a realizzarci pienamente alla bellezza e le nostre sorelle claustrali ce lo insegnano soprattutto con il loro esempio di preghiera.
Spesso ho sentito queste parole “contemplare la bellezza del tuo volto Signore”…
E contemplare mi fa venire in mente gli sguardi persi dei bimbi davanti alla cosa che per noi può essere la più insignificante di questo mondo e la domanda degli apostoli a Gesù “insegnaci a pregare”. Quando ritornava tra loro dopo essersi appartato in preghiera, cosa vedevano nel suo volto?
Qui a Baggiovara c’è questa possibilità.
E’ bello sapere che c’è una storia di Dio che si compie nel silenzio e che ci viene incontro in modo gentile e rispettoso sia nelle vicende di allora come oggi. So che il Signore ci interroga sempre: <<puoi stare qualche istante con me?>> e non lo fa alzando la voce ma sussurrandolo nel cuore di ognuno di noi… è possibile tutto questo? Si lo è! C’è una mano tesa basta solo afferrarla…

Paolo Barbolini - Gruppo "Taizé"


4/10/2004

Entrare nel silenzio... entrare nel silenzio è stata la mia breve esperienza nel Monastero nel mese di aprile.
Un silenzio fatto di parole che parlano dentro e aiutano ad ascoltare sé stessi, anche quando si è nella confusione e nel trambusto della vita quotidiana.
Mi sembrava uno scontro dopo una giornata in monastero ritornare nella confusione, ma in realtà il silenzio che parla si può ascoltare anche nella vita di tutti i giorni per fermarsi e riprendere fiato.

Raffaella T. – Modena


1 ottobre 2004

Da bambino, avendo lo zio che abitava vicino al Monastero della Visitazione, consideravo quel luogo sacro e irranggiungibile. Era ai miei occhi un posto dove ci potevano andare solo le persone " buone", perché lì dentro c'era Dio. Frequentavo la chiesa del Monastero soltanto in occasione delle Messa del Santo Natale e respiravo un aria di pace e tranquillità.
Da quando ho cominciato a frequentare il Monastero per motivi di lavoro, mi sono reso conto che poteva accogliere, come una famiglia, anche me. Il clima è sempre stato piacevole e con Voi sorelle ho instaurato un rapporto di semplice e cordiale amicizia. Ora posso dire che sono felice di aver avuto questa opportunità che ho esteso anche a mia moglie e ai miei figli.

Giovanni P.


No, non ho perso la fede!
Questa espressione, “perdere la fede”,
come si perde una borsa o un mazzo di chiavi,
m’è sempre parsa un po’ sciocca.
Penso che appartenga al lessico della pietà borghese
e “come si deve”, che abbiamo ereditato
da quei tristi preti del diciottesimo secolo, così chiacchieroni.
La fede non si perde:
cessa di informare la vita, ecco tutto.

(GEORGES BERNANOS, DIARIO DI UN CURATO DI CAMPAGNA)


Treviso, lunedì 13 settembre 2004

Non potrei dire come la Visitazione sia entrata nella mia vita.
Semplicemente la Visitazione c’era già, me la sono trovata addosso, come una sorta di prolungamento naturale della mia dimensione domestica. Il fatto è che la sorella di mio padre ha realizzato tra le sorelle della Visitazione la sua dimensione spirituale e la sua chiamata vocazionale: suor Anna Margherita Mazzocato, personalità straordinaria e di forza superiore, per molti anni superiora del trevigiano monastero alle Corti, spesso e a lungo con incarichi di sovrintendenza all’intero ordine. Qui, nel monastero trevigiano, si conserva il muscolo cardiaco di san Francesco di Sales.
E, proprio a due passi da qui, durante l’ultima guerra, era annidata una batteria della contraerea nazifascista. Mio padre e mia madre vi hanno rischiato la vita ogni ora, in quei giorni, per raggiungere “il convento delle suore”, come nella zona chiamano ancor oggi le Corti. Il monastero accoglieva infatti tutti quelli che poteva ospitare per sottrarli alla violenza bellica. Per noi nipoti, suor Anna Margherita era però Zia Mammina, in una sorta di figliolanza spirituale che era una amplificazione della famiglia stessa.
I parenti dicono, ricordando quegli anni, che io ero il nipote preferito. Non so: so che il livello di confidenza con questa donna irripetibile è stato altissimo, profondissimo. Ci siamo confidati segreti che non saranno mai ripetuti e che saranno nelle nostre tombe con noi. Ho seguito, da vicino, anche il cancro che ha posto fine alla sua avventura terrena. Ricordo che le sue ultime parole furono un Pater da lei recitato e diretto, in una stanzetta di ospedale. Le sue labbra erano in questo mondo, comandavano (oh la sua abitudine al comando, portata come fardello, come vocazione. Che lezione ancor oggi!) le parole sulle labbra altrui, e la sua mente era già altrove, in un mondo che non era più il nostro.
Premessa lunga e necessaria per dire che nella mia esistenza la Visitazione è stata significativa e importante. Collegata all’idea stessa di sopravvivenza e di sorgente di vita. La memoria dei giorni di guerra, tramandata con trepidazione da mio padre e mia madre, mi fa pensare con gratitudine all’esistenza di questa isola di pace e salvezza in mezzo all’orrore delle bombe, dei proiettili traccianti, della morte incombente. (Io sono nato subito dopo, nell’agosto del 1946, dal gioioso amarsi di Guido e Cristina nei giorni in cui Treviso veniva liberata dall’angoscia della guerra e, come si dice da queste parti, tirava il fiato. Di sollievo e liberazione).
E poi consigli ricevuti, stimoli, intuizioni, aiuti spirituali, per me, per i miei parenti, per infiniti altri. Ho sempre saputo che davanti alle grate del parlatorio di via Mandruzzato, a Treviso, passava il mondo intero a chiedere e a parlare. Le personalità più importanti sono transitate di là. Ancor oggi il mondo intero viene qui, per confidarsi e ricevere. Oggi, in tempi in cui è difficile possedere una fede e praticamente impossibile cercare di definirla, amo pensare che la mia religiosità e la mia fede (per quanto tormentate e zoppicanti: penso di essere un credente molto border line, perennemente sull’orlo del nichilismo assoluto) così poco convenzionali, sono maturate anche (e molto) nel contatto con la Visitazione (in particolare con la forte e abrasiva personalità di mia zia, ma non solo).
Ho imparato a discernere, con durezza e spesso con dolore, il necessario dal transeunte, il clericalismo becero dal messaggio autentico del vangelo, il temporalismo zavorrato dal denaro e dalle convenzioni, dai valori fondamentali del messaggio cristiano: tolleranza, pari dignità di tutti, attenzione agli ultimi.
E anche approccio intelligente all’idea stessa di Dio, che ha regalato agli uomini molti nomi con cui chiamarlo ma anche una sete inesausta e inesauribile di unità (almeno così spero, così voglio illudermi in questi anni di guerra e di mondo dominato dalla sopraffazione del più forte sul più debole). In tanti anni (con contatti tanto prolungati e ravvicinati) non ho mai compreso fino in fondo - lo devo ammettere - il valore della vita contemplativa, legata principalmente alla preghiera. Tuttavia so che c’è, questa vita contemplativa, so che attraversa il mondo e lo legge con una lucidità che a me è preclusa; che ha prospettive che io non possiedo; che sa proiettarsi oltre l’orizzonte della fragilità e della contingenza.
Dalla Visitazione ho appreso che la vita contemplativa esiste e che, io voglio o io non voglia, esiste anche per me e dunque in qualche modo mi coinvolge. Che la voce orante delle sorelle della Visitazione è, per strade imperscrutabili e certamente misteriose, anche la mia voce. Che io ne sia consapevole o non ne sia.
Se penso al mio rapportarmi con questa complessa realtà, mi rendo conto ad esempio, di aver scoperto nella trevigiana chiesetta delle Corti (oggi, per i casi strani della vita, abito a qualche centinaia di metri di là) come la ritualità e la liturgia siano sostanza. Sostanza, non involucri vuoti. Il primo esempio che mi soccorre è quello dei riti della notte pasquale. Con la chiesa immersa nel buio e il farsi progressivo e inarrestabile della luce. Anche oggi provo le stesse emozioni intellettuali che, allora non spiegate e non consapevoli, provavo da bambino.
Avverto e avvertivo nel lumino che partiva dal grande cero dove era tracciato un alfa e un omega e che diventava tanti lumini, simile a un fiume che lascia la sorgente e si ingrossa per via, l’immagine, la metafora dell’esistenza stessa, della ricerca della luce, della faticosa rotta dei destini umani e delle scelte individuali verso la conoscenza e la consapevolezza. Il farsi della luce, la speranza che nella mia anima si faccia luce, la speranza che nel mondo si faccia la luce della pace. Davvero: rito e liturgia sono sostanza, immagine concreta di una pulsione profonda, di una esigenza insopprimibile.
Pulsione ed esigenza, coltivate lì nel monastero alle Corti, a due passi dal cuore della Treviso del benessere. Lo penso, quel monastero, come una spina dolorante nel fianco dei miei concittadini che dal benessere sono accecati. Spero che viva a lungo, che sia lievito

Gian Domenico Mazzocato
scrittore e giornalista

www.giandomenicomazzocato.it
giandoscriba@tin.it





Copyright © Monastero della Visitazione - Baggiovara (MO) - 2007. Tutti i diritti sono riservati
Home - Chi siamo - Storia dell'ordine - Storia del Monastero - Fondatori e Sante - Sacro cuore - Foresteria - News - Appuntamenti -
Giornata monastica - Testimonianze - Monasteri in Italia - Richiesta di preghiere - Accoglienza - Link - Dove siamo - Contatti